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Che favola essere mamma: intervista a Chiara Biacchi (MUM AT WORK)

Chiara Biacchi, mamma di Sveva (3 anni) ed Emma (quasi 2) e moglie di Stefano, papà onnipresente. È una mamma lavoratrice. Lavora per Rinascimento, marchio di pronto moda Made in Italy. È una mamma on the road, per tragitto deve fare 200 km al giorno. La maternità ha modificato in meglio il suo approccio al lavoro. Ama scrivere da sempre, da quando è mamma ancora di più.

Ciao Chiara, leggiamo sempre con curiosità il tuo gruppo Facebook, come ci si colloca in un contesto dove ci sono tantissimi blog di neo mamme? Cosa vi differenzia?

Il gruppo Mum at Work, è nato in un mio piccolo momento di disperazione, in cui pensavo di non farcela a gestire famiglia e lavoro. All’inizio di settembre riprendevano gli asili per le mie bambine, la piccola tornava al nido, la grande incominciava la grande avventura della Materna (e io con lei: un nuovo inserimento, contesto nuovo, un altro piccolo distacco). Settembre era un mese intensissimo anche per il mio lavoro. E per finire, mio marito solitamente onnipresente, era via per lavoro a Parigi (alla fiera Maison & Objects) proprio in quel periodo di fuoco. Durante una notte insonne ho creato quasi per gioco il gruppo, ma con la sincera speranza di trovare confronto e conforto da altre mamme lavoratrici. Ho invitato un po’ di mamme che avevo tra i miei contatti Facebook. E li è iniziata una piccola magia. Le mamme hanno invitato altre mamme e ogni giorno se ne aggiunge qualcuna. C’è anche qualche papà, e questo mi sembra molto positivo. È una sorta di maxi chat tra amiche e amiche di amiche, dove credo che il comune denominatore sia la voglia di comunicare, comunicarsi e confrontarsi con altre mamme.

Come si gestisce una mole così grande di persone?

In poco tempo siamo arrivati a più di 300 iscritti. Una mole così grande non si gestisce: si autogestisce! Le mamme sono fantastiche, ogni giorno tengono vivo il gruppo con post, foto, slogan d’incoraggiamento, scambi di opinione. Ognuno può dare il suo prezioso contributo o richiedere un confronto. Mi piace pensarlo come una specie di rifugio, che quando ti senti sopraffatta dalla stanchezza e pensi di non farcela sai che su Mum at Work troverai il modo di tirarti su.

Quali sono gli argomenti ricorrenti del gruppo? Su cosa ci si confronta principalmente?

Puoi parlare delle piccole grandi problematiche quotidiane che ti trovi ad affrontare. Potrebbe essere l’inserimento all’asilo, la fine dell’allattamento, il senso di colpa per allontanarsi, ma anche come evitare di stirare i panni per guadagnare tempo nelle frenetiche routine casa-lavoro o come organizzarsi per la cena se torni tardi la sera. Come si dice, mal Comune… A parte gli scherzi vedo anche tanta voglia di condividere cose belle, ironizzare, e il desiderio di valorizzare la famiglia, i mariti e compagni.

Cosa vuol dire essere mamma oggi, nell’era digitale?

Essere mamma nell’era digitale significa proprio questo secondo me: potersi confrontare rapidamente con altre mamme, non necessariamente le tue amiche, anche mamme lontane, che vivono altrove e con cui puoi essere te stessa, scoprire le tue fragilità, le paure, ritrovare le stesse piccole ansie anche in loro e trovare insieme la forza di ironizzare e ridimensionare le problematiche. Significa anche condividere, condividere esperienze belle, momenti positivi. In fondo essere Mamma è un lavoro difficile ma anche straordinario!

È prevista anche l’apertura di un blog prossimamente?

Il blog c’è. È un po’ Work in progress, tanto per restare in tema. Ma forse perché è la maternità stessa ad essere un “in progress” da paura. Si chiama www.mumatwork.it, come il gruppo ovviamente, perché il mio desiderio è che lo rispecchi il più possibile. Io ho cominciato a scrivere qualcosa, ma mi piacerebbe che fossero le stesse mamme del gruppo a scrivere insieme a me e a condividere il loro essere mamme come fanno sul gruppo.

Ferrimobili proporrà un’iniziativa all’interno dei punti vendita. Favole originali verranno lette ai bambini, cosa ne pensi di iniziative come questa? Se tu mi dici Favole mi illumini… d’immenso!!! Ai bambini puoi insegnare di tutto, se glielo sai spiegare con una favola!!! E chi più di una mamma sa raccontare, apprezzare o inventare una favola? Credo sia una idea bellissima, io trovo positiva qualsiasi iniziativa che stimoli la creatività, la fantasia e che sappia creare un momento speciale di condivisione mamma e figlio.

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